Gli Studi Scientifici NON sono tutti uguali!!

Dato che (giustamente) cito sempre gli studi, ritengo opportuno spendere 2 parole sui vari tipi di studi esistenti e sulla loro importanza (dato che non sono tutti uguali).
Chiedo quindi di porre particolarmente attenzione in quanto il tema è molto importante, e di memorizzare bene le nozioni esposte.

Tutti parlano di studi, tutti parlano di scienza ma di fatto chiunque può sostenere ciò che vuole, basta ad avere un preconcetto, insomma a decidere prima di effettuare la ricerca cosa si vuole dimostrare e si cercano gli studi che avvalorano la propria tesi, indipendentemente dal tipo di studi, dalle modalità con cui sono stati condotti ecc ecc. Si parla in questo caso di “fare scienza al contrario”.

Come si nota dall’immagine qui sotto gli studi più importanti sono le Review e le Meta-analisi di studi controllati e randomizzati condotti sull’uomo, ovvero studi che hanno l’obbiettivo di arrivare a una conclusione riguardo a un determinato argomento esaminando la serie di studi esistenti effettuati a riguardo.

Al secondo posto vi sono gli studi randomizzati controllati sempre condotti sull’uomo (randomized controlled trial), RCT.

Al terzo posto invece ci sono gli studi di coorte, tra cui possiamo collocare anche gli studi epidemiologici e osservazionali.

La differenza principale tra gli RCT e gli studi di coorte risiede nel fatto che i primi determinano/provano il nesso di causalità (causa-effetto), i secondi no in quanto viene determinata un’associazione; ma la correlazione non implica la causalità.
Semplicemente negli studi di coorte si studia la relazione tra una variabile e un determinato fenomeno senza considerare tutte le altre che hanno un’influenza. Per esempio si è visto che chi salta la colazione tende a essere sovrappeso, pertanto si può affermare che saltare la colazione è ASSOCIATO all’aumento di peso. E’ associato, ma NON si può affermare che sia il salto della colazione la causa. Infatti è stato dimostrato che chi fa la colazione ha abitudini alimentari più sane nel complesso, quindi sono esse a determinare il sovrappeso o no. Infatti Gli RCT mostrano come stanno effettivamente le cose, ovvero che la colazione non è affatto il pasto più importante della giornata.

Negli studi controllati-randomizzati (RCT) invece si studia la relazione tra una variabile (che viene isolata) e un determinato fenomeno ma tenendo conto di tutte le altre che hanno un’influenza, in modo che il risultato (l’effetto) possa essere ricondotto alla variabile analizzata.
Per esempio per determinare se mangiare carboidrati la sera faccia ingrassare hanno preso dei soggetti e gli hanno divisi in 2 gruppi, a uno gli hanno fatto mangiare i carboidrati l sera, agli altri la mattina; MA tutte le altre variabili che hanno un influenza sul risultato sono state uguagliate. Quindi apporto calorico, rapporto tra macronutrienti, attività fisica ecc erano uguali tra i gruppi, in modo che solo l’ora del consumo dei carboidrati variasse e quindi l’ingrassamento poteva essere ricondotto all’ora del consumo dei CHO.

Gli studi di coorte-osservazionali-epidemiologici sono quelli su cui si basano Berrino e company per tentare di provare un nesso causale tra il consumo di carne rossa e il cancro, o il consumo di proteine e l’aumento di peso. Peccato che (come appena detto) questo tipo di studi, oltre ad essere ai gradini più bassi dell’attendibilità scientifica, non può provare alcun nesso di causalità, ma solo associazioni o correlazioni (“La correlazione non implica la causalità”). Questi personaggi invece sottointendono molto scorrettamente il nesso causale portando prove che in realtà per caratteristica non possono stabilirlo, come dire “il fattore x provoca il fattore y”, quando in realtà non si potrebbe dire sulla base di analisi di questa natura. Non a caso poi quando si mettono a confronto i risultati degli studi RCT e quelli osservazionali, spesso danno esiti opposti, come nel caso dell’effetto delle proteine sul grasso corporeo: gli RCT provano univocamente un effetto positivo sul controllo e sulla perdita/mantenimento del peso tramite diete iperproteiche, mentre alcuni epidemiologici (specie quelli citati da Berrino) potrebbero rilevare il contrario. Ma quale tra i due tipi di studi è più attendibile per stabilire il nesso causale?

NOTA IMPORTANTE
Le idee e le opinioni delle autorità sono nel gradino più basso! Questo significa che il Mr. Calabrese di turno che spara le sue perle in Tv deve essere collocato li, e giustamente direi. Non a caso poi c’è spesso una netta discrepanza tra quello che dice il Calabrese di turno o la classica autorità mediatica, e quello che è stabilito dalla ricerca peer review tramite review, meta-analisi e RCT sull’uomo, cioè i livelli di più alti di attendiblità scientifica. Questo di fatto significa basare le proprie posizioni o attingere informazioni dal gradino più basso della Gerarchia dell’evidenza, cosa che potremmo associare alla fallacia ab auctoriate (è vero perchè lo dice il Medico in tv, indipendentemente da quello che è stato stabilito in letteratura).

Questo va considerato anche per un articolo che non cita le evidenze scientifiche su cui si basa per sostenere la tesi esposta. In assenza delle referenze è privo di valore scientifico (è aria), praticamente chiunque può sostenere ciò che vuole altrimenti!

In conclusione, i documenti riassuntivi (review e meta-analisi) non fanno altro che appunto riassumere quello che si è osservato con i singoli studi originali. Normalmente le meta-analisi e le review sistematiche sono i documenti più autorevoli, ma sono tali perché coinvolgono i vari studi originali su un dato argomento.

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