Mangiare spesso fa passare la fame?

Comunemente viene consigliato di consumare tanti piccoli pasti, uno dei motivi per cui viene consigliato è che aiuterebbero a controllare l’appetito.

Lo studio che ho condiviso è del 2016 e riferisce che nonostante sia stata fatta molta speculazione sul tema in realtà le evidenze scientifiche a supporto di tale consiglio sono limitate.

Una volta fatta questa premessa gli autori descrivono il design dello studio, il quale aveva appunto l’obbiettivo di determinare gli effetti di un’elevata frequenza dei pasti (8 pasti al giorno) o di una bassa frequenza dei pasti (3 pasti al giorno) sull’appetito soggettivamente percepito.

Così 12 partecipanti hanno completato 2 fasi di 3 settimane ciascuna in cui seguivano la stessa dieta (quindi stesse calorie e stessi macronutrienti), nella prima fase suddivisa in 8 pasti, nella seconda fase suddivisa in 3 pasti.

L’appetito è stato misurato nell’ultimo giorno in ogni fase.

RISULTATI
L’appetito autoriferito è stato più elevato nella fase degli 8 pasti al giorno.

CONCLUSIONE:
I risultati di questo studio in 12 adulti sani non supportano la nozione popolare che piccoli pasti frequenti aiutano a diminuire l’appetito generale.

Ancora una volta nella letteratura scientifica viene detto il contrario di quello comunemente consigliato.
Ribadisco ancora una volta che saltare i pasti non rallenta il metabolismo così come farne molti non lo aumenta. Inoltre fare pochi pasti non innesca il catabolismo muscolare, non è vero che è possibile assimilare solamente 30 g di proteine a pasto (vedere un post precedente a riguardo), non è vero che è necessario mangiare spesso per avere un controllo glicemico ottimale (il mantenimento di una glicemia stabile in soggetti sani è un compito che il corpo riesce a portare a termine molto facilmente, inoltre l’ipoglicemia in soggetti sani non si verifica!!), così come non è vero che saltare la colazione fa male.

Anzi se guardiamo la letteratura scientifica ci sono tantissimi studi che mostrano i benefici di una ridotta frequenza dei pasti, ovvero di un digiuno intermittente. Ricordo che nella scala delle evidenze scientifiche le opinioni degli esperti/delle autorità sono nell’ultimo gradino, mentre gli studi randomizzati controllati (come questo) sono al secondo posto (al primo vi sono le review e le meta-analisi che sarebbero riassunti di vari studi randomizzati che hanno l’obbiettivo di arrivare a una conclusione riguardo un determinato argomento).

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