Effetto del rapporto carboidrati/grassi sul profilo Lipidico e sulle sottoclassi delle LDL

Esistono diverse sottoclassi delle Lipoproteine a Bassa Densità (Low Density Lipoprotein), esse si differenziano in termini di:

  • grandezza,
  • densità,
  • composizione lipidica,
  • carica elettrica
  • e proprietà patogene.

Le LDL piccole e a bassa densità sono associate ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari anche in presenza di concentrazioni plasmatiche di colesterolo nella norma (LDL-C).

Sono diverse le caratteristiche responsabili dell’aumentato rischio di malattie cardiovascolari a causa dell’aumento delle LDL piccole e dense:

  • maggior tendenza all’ossidazione
  • migliorata capacità di legarsi ai proteoglicani
  • tempo di residenza nel plasma più lungo
  • aumentata permeabilità nella barriera endoteliale

Uno studio interessante ha esaminato l’influenza di una dieta low fat/high carb o una dieta low carb/high fat sulla composizione delle LDL. Lo studio era randomizzato, doppio cieco, con un design di crossover.

Sono stati esaminati 12 uomini con un profilo lipidico plasmatico nella norma (età compresa tra 18 e 50 anni, BMI tra 20 e 30).

I soggetti hanno ricevuto casualmente una dieta low fat o high fat per 3 giorni, dopo due settimane in cui hanno ripreso la loro dieta abituale, i soggetti sono passati all’altra dieta.

Almeno due dei tre pasti dovevano essere consumati nell’istituto, gli eventuali pasti da consumare a casa erano sempre forniti dai ricercatori, i soggetti non potevano mangiare nient’altro al di fuori dei pasti preparati (questo fa in modo che la qualità/attendibilità dello studio sia molto elevata).

La dieta ricca di grassi rifletteva il più possibile l’attuale dieta degli uomini nord americani, mentre quella low fat rappresentava le raccomandazioni del programma di educazione nazionale del colesterolo.

Composizione delle due diete

Entrambe le diete erano identiche in termini di menù, calorie, proteine, fibre, grassi mono e polinsaturi; l’unica differenza era il contenuto di grassi saturi e di carboidrati. Anche la quantità di verdure, proteine animali, fibre solubili e insolubili era identica.

Come si nota dall’immagine le due diete differivano solamente in 2 variabili: l’apporto di grassi saturi (maggiore del 7% nella dieta ricca di grassi), e l’apporto di carboidrati (inferiore del 12% nella dieta ricca di grassi); in altri termini la riduzione dell’apporto di carboidrati è stata bilanciata da un aumento dei grassi saturi.

Dato che l’aumento dei grassi è stato ottenuto esclusivamente incrementando quelli saturi, possiamo tranquillamente dire che quelli che vedremo saranno i risultati di incrementare i grassi saturi e di ridurre i carboidrati.

Da notare che le differenze tra le diete non erano così significative, parliamo solamente del 10% in meno di carboidrati e del 7% in più di grassi saturi; quindi con differenze più significative anche i le differenze nei risultati, a loro volta, sarebbero state più significative.

Risultati

Le caratteristiche iniziali dei soggetti sono mostrati nella tabella qui sotto:

Risultati Generali

La dieta povera di grassi, in soli tre giorni:

  • ha ridotto il Colesterolo Totale
  • ha ridotto il Colesterolo HDL
  • ha ridotto il Colesterolo LDL
  • ha aumentato i Trigliceridi

La dieta ricca di grassi

  • ha aumentato il Colesterolo Totale (4.45 vs 4.78 mmol/L),
  • ha aumentato il Colesterolo LDL (2.48 vs 2.90 mmol/L),
  • ha aumentato il Colesterolo HDL (1.29 vs 1.41 mmol/L)
  • ha ridotto i Trigliceridi (1.48 vs 1.01 mmol/L)
  • ha ridotto i livelli di apoB-48 a digiuno (9.6 vs 5.8 mg/L) (l’apoB-48 riflette il numero di particelle LDL, LDL-p; infatti l’LDL-c da solo non dice nulla sul rischio cardiovascolare, a parità di LDL-c lpindividuo con l’LDL-p e quindi l’apoB inferiore avrà un rischio inferiore di malattie cardiovascolari).
  • ha ridotto i livelli di insulina
  • ha ridotto le concentrazioni di acidi grassi liberi
  • ha incrementato significativamente la massa del CEPT (1.20 vs 1.34 μg/mL).

La dieta ricca di grassi non ha avuto un influenza significativa sui livelli di apo-B e apoA-I.

Profilo delle LDL

La dieta low fat ha:

  • aumentato la proporzione delle particelle Piccole

La dieta ricca di grassi ha:

  • aumentato la grandezza delle particelle LDL
  • aumentato la proporzione delle particelle Grandi
  • aumentato la proporzione delle particelle Medie
  • ridotto la proporzione delle particelle Piccole

Le concentrazioni  di colesterolo delle particelle LDL medie e grandi è aumentata con la dieta high fat, ma non si è verificato alcun cambiamento nelle concentrazioni di colesterolo nelle particelle LDL piccole e dense.

La dieta ricca di grassi ha aumentato significativamente la grandezza delle LDL di 0.9 Å rispetto a quella povera di grassi, mentre non c’erano cambiamenti nell’LDL-PPD.

E’ stata trovata un’associazione negativa tra i cambiamenti nei livelli di trigliceridi e i cambiamenti nelle concentrazioni di LDL-PPD.

Ridurre i Trigliceridi aumenta la Grandezza delle LDL/Aumentarli riduce la grandezza delle LDL

E’ stata osservata un’associazione positiva tra i cambiamenti nella percentuale delle LDL piccole e il concomitante cambiamento nei livelli di trigliceridi, all’aumentare dei Trigliceridi aumentano anche le LDL piccole.

Mentre la riduzione dei livelli di Trigliceridi seguendo la dieta ricca di Grassi era associata all’aumento della grandezza delle LDL e a una diminuzione della proporzione delle LDL piccole.

L’aumento del colesterolo dovuto alla dieta Ricca di Grassi è dovuto alla formazione di LDL grandi, infatti studi precedenti hanno mostrato che una dieta ricca di Grassi aumenta le concentrazioni plasmatiche di CEPT, ed è stato suggerito che l’incremento di quest’ultimo ha determinato l’aumento del colesterolo LDL.

Mentre la riduzione del Colesterolo dovuto alla dieta povera di grassi, ha portato a uno shift da particelle LDL grandi e ricche di Colesterolo a particelle piccole prive di Colesterolo

L’accumulo degli effetti nel tempo di diversi pasti portano agli effetti riscontrati

Studi precedenti hanno indicato che un singolo pasto non modula significativamente la grandezza delle LDL, suggerendo quindi che gli effetti riscontrati sulla grandezza delle LDL non sono il risultato dell’ultimo pasto, ma invece sono effetti cumulativi dell’intervento dietetico a breve termine.

Fatti da prendere in Considerazione

Il fattore di rischio più importante per le malattie Cardiovascolari è il rapporto Trigliceridi/HDL; il valore iniziale (prima che iniziasse lo studio) dei soggetti era 1,92, con la dieta povera di grassi è passato a 2,67, mentre con la dieta ricca di grassi è passato a 1,64.

Maggiore è questo rapporto maggiore è il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, quindi una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati porta ad aumentare il rischio di MC del 60% rispetto a una dieta col solo 10% in meno di Carboidrati e col solo 7% in più di grassi Saturi.

Conclusioni

Aumentare l’apporto di grassi saturi porta ad aumentare le LDL grandi e medie, senza modificare le LDL piccole e dense; ridurre l’apporto di Carboidrati porta a ridurre le concentrazioni di Trigliceridi e di Insulina a digiuno.

Aumentare l’apporto di Carboidrati porta ad aumentare le concentrazioni di Trigliceridi, a ridurre il Colesterolo LDL facendolo shiftare verso particelle piccole e dense.

 

Referenze

Effect of short-term low- and high-fat diets on low-density lipoprotein particle size in normolipidemic subjects.

 

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